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nuovi arrivi al Fiordaliso!!! PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Maggio 2012 16:22

La Casa di accoglienza IL FIORDALISO è lieta di annunciare l'arrivo di due bambini!!!!

Il giorno 8 maggio alle 17 circa del pomeriggio è nata una femmina e il giorno 10 alle 0,48 circa è nato un maschietto.

Sono davvero belli tutti e due e le mamme ringraziano tutti gli amici che si uniti nella preghiera.

 
VI Domenica di Pasqua anno B, Meditazione di Sr Serena PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Aprile 2012 10:17

COME IO


Dopo la domenica della vite, quella vera,  condividiamo con voi alcuni stralci della meditazione che Sr Serena ci dona ogni settimana nella Lectio Divina del venerdì a San Guido...se volete ascoltare la versione integrale cliccate qui:

http://www.sorelleminori.it/index.php?option=com_jdownloads&Itemid=60&task=summary&cid=139&catid=3

… siamo  nell’ORA di Gesù che, nel vangelo di Giovanni, è la rivelazione dello sguardo del Padre su Gesù: il ritornare dell’ IO SONO che è come squarcio di una nube che rivela il grande amore del Padre per il Figlio, uno squarcio nella nube dell’identità divina di Gesù, un’identità nella quale siamo chiamati a  riconoscerci anche noi. Gesù ci invita così a  trovare il nostro posto e la nostra chiamata nella relazione tra il Padre e il Figlio che diventa luogo d’attesa e punto di arrivo del nostro cammino: in Gesù il Padre ci attende, attende ciascuno di noi.

…oggi, nella continuazione del brano evangelico della “vite e i tralci”, Gesù ci racconta come possiamo essere parte di questo rapporto d’amore tra Padre e Figlio, come possiamo essere tralcio (nella prima parte ci ha porto l’invito a essere tralcio).

Nei vv 9-11 Ci viene offerto l’invito a rimanere nell’Amore, come il Figlio rimane nell’Amore del Padre (il “come IO” del v.10 è il centro di questa prima parte del brano)

Nei vv. 12-17 Ci viene indicato cosa dobbiamo fare per imparare a stare nell’amore.

come il Padre anche io: scoprire e gustare e credere all’amore del Padre per il Figlio, quello stesso amore che il Figlio ha per di noi. Il NOI è come il termine di questo amore. Noi siamo invitati a sederci a questa mensa dell’amore reciproco e abbiamo l’opportunità di cogliere l’invito e sentirci amati. Il Figlio è la mano che il Padre porge per invitare l’uomo; è la voce del Padre che chiama l’uomo… questa eco della voce del Padre che, dal Giardino del Paradiso, continua a chiamare e dire: “Dove sei?”. In Gesù veniamo chiamati e in Gesù abbiamo la possibilità di imparare a dire: “Sono qui, eccomi, ci sono!”. Lui ci indica la nostra chiamata realtà di amati e la nostra chiamata di amanti.

Gesù…la mano, il cuore, lo sguardo e la Parola del Padre che ci invita a rivarcare quella soglia del Paradiso Etern. E Gesù stesso per renderci nuovamente accessibile quela Paradiso si fa soglia, si fa porta… in uno dei tanti IO SONO del Vangelo di Giovanni abbiamo sentito il Figlio dire con forza: Io sono la porta.  E la chiave che apre la Porta, che era stata chiusa e che permette all’uomo di ridiventare figlio in Gesù è la Croce: è questo l’Amore del Padre e del Figlio per noi!

come il Padre ha amato me:

è la porta d’ingresso in questo inno all’amore. L’Amore del Figlio rivela l’attesa del Padre: il Padre attende che ogni uomo, scoprendosi amato da Lui, nel segno della Croce, entri nell’Amore e rimanga. Il Padre si offre in Gesù e all’offerta segue l’invito: rimanete nel mio amore. A noi spetta la responsabilità di rispondere a questa iniziativa gratuita: rimanete nell’amore, quello mio; abitatelo: l’amore di Dio è la casa in cui posso abitare, il suo Amore è la casa dove posso STARE!

Questo Amore risponde al nostro abisso, alla nostra sete di essere amati, cercati, attesi, voluti…. Ognuno si scopre in questa dimensione di sete di amore. Gesù è venuto a rivelarci l’uomo e ci rivela la nostra sete d’amore…e ci dice: io mi offro come la casa che tu puoi abitare nella fedeltà.

In questo reciproco donarsi e stare nell’amore di Dio c’è GIOIA: è la gioia messianica, è il dono di nozze; un dono dato una volta per tutte, un dono che non sarà più tolto: il dono del vino nuovo della redenzione, che nelle nozze di Cana (all’inizio del vangelo di Giovani) era stato solo annunciato (non è ancora giunta la mia ora..) e oggi è sorgente viva, zampillante che sgorga dal costato trafitto di Gesù: il dono dello Spirito, sorgente che si apre e non si chiude più e cci dona la vita.

Come rimanere allora? Come imparare a stare nell’amore?

Se osserverete…. Come io….

È quel come io che, come nella prima parte del brano, ci spiega tutto… è il comportarsi come il Figlio si è comportato: il Figlio si è fidato del Padre, ha fatto tutto quello che il Padre gli ha chiesto di fare.

Il vangelo di Giovanni è stato uno sviluppo di quel versetto del prologo in cui contempliamo il Figlio davanti al Padre, proteso in ascolto verso il padre, attento ad ogni sua volontà

…protesi verso quello che il Padre vuole, come il Figlio che è in pro-tensione verso l’amore del Padre, un ascolto che diventa obbedienza.

Questo è l’invito, l'opportunità e la sfida: perché ciascuno fa le sue fatiche, scopre e sperimenta cosa significa l’amore del Padre nel suo quotidiano, fa esperienza della fragilità umana e in questa fragilità arriva l’invito a fidarsi, a fare quello che vuole che facciamo…

….insegnaci!

i vv. 12-17 sono il comandamento: se osserverete…

Sono un sentiero che si apre davanti a noi.

Il v. 12 con: questo è il mio comandamento.. e il v. 17 con: questo vi comando… sono la cornice della seconda parte di questo brano evangelico.

Tra questi due versetti è sviluppato il tema dell’amore è sviluppato nella dimensione della reciprocità tra i discepoli: dall’amore del Padre verso il Figlio - amore che il Figlio ha rivelato ai suoi discepoli  attraverso il dono di sé - all’amore reciproco che diventa la misura e la concretizzazione del credere e del consegnarsi al Padre, come il Figlio. In questa cornice c’è la rivelazione di ciò per cui siamo fatti e chiamati: entrare nella logica dell’amore del Padre; così il Padre ci ha pensato: nell’amore reciproco.

…fidarci di lui, la logica dell’amore ha guidato tutta la logica della redenzione.

…quando ci amiamo gli uni gli altri noi viviamo dell’amore di Dio,, chiamati a scoprirci simili a lui.

Ogni volta che facciamo fatica, il Signore ci chiama a un amore ablativo e a ricordarci chi siamo allo sguardo di Dio. Chi ci conosce ci chiede più di quello che noi non siamo capaci di vederci da soli. Dio ci vede capaci di amare.

…la misura dell’amore l’abbiamo al v. 13: dare la vita. È il verbo della consegna…porre, deporre, offrire.  Come in Giovanni 13, quando Gesù depone le vesti…anche noi siamo chiamati a deporre le nostre vesti, a consegnare la nostra vita come Gesù ha deposto la sua nella cena, a dare la vita per la salvezza dell’altro.

…a volte ci vestiamo di tante vesti, che sono - per noi e secondo le nostre piccole  e autoreferenziali vedute - la nostra gloria; ma quest vesti non sono quelle che ci appartengono: quelle che il Padre ha cucito per noi… allora dobbiamo avere il coraggio di spogliarci e inginocchiarci davanti alla piccolezza dell’altro e vivere d’amore per lasciarci salvare dall’amore che passa in noi!.

…i vv. 14-15, dichiarazione d’amore: voi siete miei amici

essere suoi amici se facciamo quello che lui ci chiede di fare, se facciamo quello che fa lui, quello che il Padre gli ha sussurato nell’orecchio prima dell’incarnazione. Essere amici che si affidano all’amore agapico, l’amore che si dimentica per salvare l’altro.

…riuscire a vivere la gioia dell’essere stati chiamati a diventare amici di Gesù nella gratuità: il frutto è quello dell’amore che permette anche ad altri di conoscere.

…e si chiude il cerchio:

dopo l’amore reciproco, riuscire a chiamare altri a entrare nell’amore di Dio con la nostra vita che parla e che racconta e offre quel frutto che deve rimanere.

L’amore trinitario è la casa che ci attende: il nostro frutto è destinato a rimanere per permettere ad altri di sentirsi a casa; scoprirsi chiamati a essere segno della casa di Dio, segno del luogo dove gli altri possono abitare per fare esperienza dell’amore gratuito e della tenerezza, perché il nostro amore dica all’altro l’amore gratuito e tenero di Dio rivelando così loro il volto vero del Padre che ci attende!

 
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Giovedì 29 Marzo 2012 13:13

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