“COSTRUIRE LA PACE NEL MONDO DI OGGI E DI DOMANI”

Dichiarazione congiunta dei partecipanti alla Conferenza di Roma che ha riunito rappresentanti buddhisti, indù, giainisti e sikh dal titolo: “Dharma e Logos. Dialogo e collaborazione in un’epoca complessa”.

Noi, leader, accademici e seguaci praticanti del Cristianesimo e delle religioni del Dharma (Buddhismo, Induismo, Giainismo, e Sikhismo) provenienti dall’Italia e dall’estero, ci siamo riuniti il 15 maggio 2018 per una conferenza dal titolo ‘Dharma e Logos. Dialogo e collaborazione in un’epoca complessa. Buddhisti, Cristiani, Indù, Giainisti e Sikh’.

Si tratta della prima conferenza di questo tipo che si tiene in Italia ed è stata preparata da una serie di incontri tenutisi durante un lungo periodo di tempo con la partecipazione di membri del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, dell’Unione Induista Italiana, dell’Unione Buddhista Italiana, del Sikhi Sewa Society e dell’Istituto di Studi Giainisti di Londra e dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana.

Il convegno si è tenuto in un clima cordiale e si è articolato in diversi momenti: l’inaugurazione, quattro sessioni accademiche ed un atto conclusivo. Si è trattato di una esperienza di arricchimento e di apprendimento. Incoraggiati dai risultati positivi della Conferenza odierna, noi tutti partecipanti vogliamo affermare di comune accordo quanto segue.

1. Riconosciamo che il fatto stesso del nostro incontrarci in uno spirito di amicizia e rispetto è un segno del nostro comune desiderio di manifestare che il dialogo e la collaborazione sono possibili in questa epoca complessa.

2. Siamo coscienti che la ricerca del pacifico benessere di tutti è una testimonianza dei nostri rispettivi credo religiosi e, allo stesso tempo, una nostra convinzione condivisa.

3. Concordiamo che questioni complesse e gravi sfide affliggono il nostro mondo attuale.

4.Crediamo che i tesori spirituali delle nostre tradizioni religiose e della comune solidarietà umana devono rappresentare un aiuto per superare le prove di questo nostro tempo.

5.A ffermiamo che questa conferenza interreligiosa ha contribuito in modo significativo ad approfondire il rispetto, la comprensione e la cooperazione reciproci.

6. Sottolineiamo l’importanza e la necessità di aumentare il nostro impegno nel dialogo comune e nella collaborazione reciproca, nello spirito dell’amore e della verità, rimanendo profondamente radicati nelle nostre rispettive tradizioni religiose per essere in grado di affrontare in modo efficace le sfide dei nostri tempi e costruire una cultura dell’incontro e del dialogo.

7. Facciamo appello ai leader religiosi, agli accademici e ai seguaci delle nostre religioni a costruire ponti, a unire le nostre mani con tutte le persone di buona volontà per contribuire a costruire la pace nel mondo di oggi e di domani.

APPELLO PRONUNCIATO NEL CORSO DELL’UDIENZA GENERALE IL 16 MAGGIO 2018

Sono molto preoccupato e addolorato per l’acuirsi delle tensioni in Terra Santa e in Medio Oriente, e per la spirale di violenza che allontana sempre più dalla via della pace, del dialogo e dei negoziati. Esprimo il mio grande dolore per i morti e i feriti e sono vicino con la preghiera e l’affetto a tutti coloro che soffrono.

Ribadisco che non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza. Invito tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace. Invochiamo Maria, Regina della pace.

Dio abbia pietà di noi!

Rivolgo il mio augurio cordiale per il mese di Ramadan che inizierà domani. Che questo tempo privilegiato di preghiera e di digiuno aiuti a camminare sulla via di Dio che è la via della pace.