La Madre, Lessico Famigliare
maggio 13, 2018
« La verità vi farà liberi (Gv 8,32).   
maggio 13, 2018

MARIA MADRE DELLA CHIESA

PAPA FRANCESCO ISTITUISCE LA FESTA DI MARIA MADRE DELLA CHIESA

Un decreto del cardinale Sarah, prefetto del Culto divino, stabilisce la memoria obbligatoria nel rito romano per il lunedì dopo Pentecoste

DI ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DEL VATICANO

«Il Sommo Pontefice Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, madre della Chiesa, sia iscritta nel calendario romano nel lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno». È quanto si legge nel decreto pubblicato sabato 3 marzo 2018 e firmato dal cardinale prefetto della Congregazione del Culto divino, Robert Sarah. Il decreto porta la data dello scorso 11 febbraio, centosessantesimo anniversario della prima apparizione di Lourdes.  

 

 

Insieme al decreto sono stati pubblicati i relativi testi liturgici, in latino, per la messa, l’Ufficio divino e il Martirologio romano. Le Conferenze episcopali provvederanno ora ad approvare la traduzione dei testi. Il motivo della celebrazione, spiega in una nota di commento alla decisione papale il cardinale Sarah, è legato alla «maturazione della venerazione liturgica riservata a Maria a seguito di una migliore comprensione della sua presenza “nel mistero di Cristo e della Chiesa”, come ha spiegato il capitolo VIII della Lumen gentium del Concilio Vaticano II».  

 

Nel promulgare la costituzione conciliare sulla Chiesa, il 21 novembre 1964, Paolo VI «volle solennemente riconoscere a Maria il titolo di “Madre della Chiesa”» . Una decisione accolta dall’applauso dell’aula. «Il sentire del popolo cristiano – spiega Sarah – in due millenni di storia, aveva in vario modo colto il legame filiale che unisce strettamente i discepoli di Cristo alla sua santissima Madre».  

 

«L’acqua e il sangue sgorgati dal cuore di Cristo sulla croce, segno della totalità della sua offerta redentiva – si legge ancora nel commento del porporato Prefetto del Culto – continuano sacramentalmente a dar vita alla Chiesa attraverso il Battesimo e l’Eucaristia. In questa mirabile comunione, sempre da alimentare tra il Redentore e i redenti, Maria santissima ha la sua missione materna da svolgere». Una messa votiva dedicata a Maria madre della Chiesa era stata approvata dalla Congregazione nel 1973, in vista dell’Anno Santo del 1975.  

 

Durante il pontificato di Giovanni Paolo II vi era stata concessa la possibilità alle Conferenze episcopali di aggiungere il titolo di “Madre della Chiesa” nelle Litanie lauretane che si recitano al termine del Rosario. Inoltre nel corso degli anni era stato anche approvato l’inserimento della celebrazione della “Madre della Chiesa” nel calendario proprio di alcuni Paesi, come la Polonia e l’Argentina, proprio nel lunedì dopo Pentecoste. In altre date si celebrava in luoghi peculiari, come la Basilica di San Pietro, dove era avvenuta la proclamazione da parte di Paolo VI, come pure in alcuni ordini e congregazioni religiose.  

 

Ora Papa Francesco ha stabilito che, il lunedì dopo Pentecoste, la memoria di Maria Madre della Chiesa diventi obbligatoria per tutta la Chiesa di rito romano. «È evidente – osserva Sarah – il nesso tra la vitalità della Chiesa della Pentecoste e la sollecitudine materna di Maria nei suoi confronti… L’auspicio è che questa celebrazione, estesa a tutta la Chiesa, ricordi a tutti i discepoli di Cristo che, se vogliamo crescere e riempirci dell’amore di Dio, bisogna radicare la nostra vita su tre realtà: la croce, l’ostia e la Vergine». 

PER APPROFONDIRE:

MADRE DELLA CHIESAˮ, QUELLA PROCLAMAZIONE A SORPRESA DI PAOLO VI

DI ANDREA TORNIELLI

CITTÀ DEL VATICANO

Papa Montini definì così, solennemente, la Madonna il 21 novembre 1964, nonostante il parere negativo dei vescovi tedeschi e della commissione dottrinale

Con l’istituzione obbligatoria della festa di Maria Madre della Chiesa nel calendario liturgico romano per il lunedì successivo alla Pentecoste , stabilita da Papa Francesco con un decreto reso noto sabato 3 marzo 2018, si compie un cammino iniziato 54 anni fa. Era il 21 novembre quando Paolo VI, nel discorso conclusivo della terza sessione conciliare, durante la seduta che promulga la costituzione Lumen gentium dedicata alla Chiesa e i decreti sull’ecumenismo e sulle Chiese orientali, proclamava davanti a più di duemila vescovi riuniti in San Pietro, Maria come «Madre della Chiesa».

 

Più volte, negli anni 1959 e 1960 Giovanni XXIII aveva definito in questo modo la Madonna e lo stesso Paolo VI, al termine della seconda sessione di lavori conciliari aveva espresso la speranza che si arrivasse a quella proclamazione. Nelle precedenti sessioni del Vaticano II si era discusso se promulgare a parte uno schema dedicato alla Madonna o se inserire invece un capitolo mariologico nello schema “De Ecclesia”. Era prevalsa la posizione dei vescovi tedeschi e austriaci, i quali avevano chiesto al teologo Karl Rahner di preparare uno studio al riguardo.

Secondo Rahner il testo della commissione preparatoria, intitolato “Sulla Santa Vergine Maria, Madre della Chiesa”, rappresentava «fonte di viva inquietudine» e «sarebbe risultato un male inimmaginabile dal punto di vista ecumenico, sia per quanto riguarda gli orientali e sia per quanto riguarda i protestanti». Lo schema era stato così ridotto fino a farne un capitolo della costituzione sulla Chiesa, ma la proposta era passata per soli 17 voti (1.114 a favore, 1.097 contrari): dal titolo del capitolo erano dunque scomparse le parole «Madre della Chiesa».

Il 4 settembre 1964 il cardinale Stefan Wyszynski, primate polacco, a nome dell’episcopato del suo Paese, aveva inviato al Papa una supplica perché si rinnovasse la consacrazione del genere umano al cuore immacolato di Maria e si proclamasse la Madonna «Madre della Chiesa» o «Madre dei popoli». Paolo VI chiese alla commissione dottrinale di studiare la questione, e il parere contrario che quest’ultima aveva riportato era esclusivamente legato a motivi di «convenienza ecumenica».

«Il cardinale Ottaviani comunicò al segretario Felici la decisione della Commissione», ricordava monsignor Vincenzo Carbone, «spiegando che il voto negativo era stato motivato da ragioni pastorali, psicologiche ed ecumeniche». L’organismo dottrinale aveva però riconosciuto che il titolo poteva essere ammesso teologicamente. Apprendendo la decisione della commissione, Papa Montini aveva commentato: «Mi dispiace un poco, ma pazienza».

La maggioranza dei padri conciliari, come è documentato dai loro interventi e dalle petizioni presentate in aula, non era affatto contraria alla proclamazione. E quando il Papa, inaspettatamente e di sua personale iniziativa, affermò durante il discorso conclusivo della terza sessione conciliare: «A gloria dunque della Vergine e a nostro conforto noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa», l’assemblea dei padri scoppiò in un fragoroso applauso.

Non mancarono però le critiche, anche pesanti, all’iniziativa papale. Jean Guitton, il filosofo amico di Montini, presente in basilica, scrisse che il gesto di Paolo VI era sembrato quello «di un ospite che mette a disagio i suoi invitati». Gli invitati erano in questo caso gli osservatori non cattolici. «La decisione del Papa non fu affrettata, né improvvisa. Essa maturò dopo attenta considerazione del dibattito, lunga riflessione e consultazione», ricordava monsignor Carbone.