MUSICA…FA BENE!

Melodie per lumache

Non hanno dotato le chiocciole di vere e proprie cuffiette per rilassarsi e ascoltare musica, ma quasi. Nella cascina Maldossetto, in provincia di Bergamo, dove si pratica l’allevamento di lumache, dei filodiffusori propagano ininterrottamente brani di musica classica nei campi di insalata, sulle cui foglie vivono appunto migliaia di lumache. Le vibrazioni musicali, diffuse a una frequenza tale per essere percepite dagli animali e non dall’orecchio umano, aiuterebbero a creare un ambiente pieno di armonia e tranquillità, adatto sia per la crescita dei singoli esemplari che per lo sviluppo complessivo della colonia. Il tutto è comprovato da apposite ricerche sperimentali, visto che l’Istituto internazionale di elicicoltura (termine scientifico che designa l’allevamento di chiocciole per fini gastronomici) di Cuneo ha certificato l’unicità a livello mondiale di questo allevamento e di questa tecnica, basata sulla relazione tra musicoterapia, animali e piante. Il segreto starebbe tutto nella matematica e nella cosiddetta “successione aurea di Fibonacci” (dal nome del matematico pisano nato nel 1170), per cui le sequenze armoniche dei numeri uniformerebbero l’intero universo, dal movimento delle galassie alla struttura del Dna umano, fino agli stadi di sviluppo delle chiocciole. La successione aurea si ritrova nelle composizioni di Beethoven, Bach e Mozart. Autori molto graditi anche negli allevamenti di conigli e suini.

Jerry è il campione di velocità

Da quasi trent’anni, nella cittadina inglese di Congham si disputa il campionato mondiale di corsa per lumache. Ogni concorrente, contrassegnato da un piccolo adesivo sul guscio, viene posto dal suo allenatore al centro di un cerchio del diametro di 33 centimetri: vince chi taglia per primo il traguardo, uscendo dal limite del cerchio. Il campione del mondo 2017 è una lumaca di nome Jerry. È bene ricordare che è sbagliato classificare la chiocciola come un insetto: si tratta di un mollusco invertebrato della famiglia dei gasteropodi. Anche se i due termini abitualmente coincidono, si definiscono “lumache” quelle sprovviste di guscio, mentre le altre rientrano nella categoria delle “chiocciole”.

Le vigne si difendono ascoltando Mozart

Secondo gli studiosi, la musica è un linguaggio universale capace di farsi intendere da tutti gli esseri viventi, piante comprese. Perciò a Montalcino, cittadina toscana famosa per le sue vigne pregiate, si è svolto un esperimento di biologia e musica applicato alla produzione del vino. In due distinte porzioni di terreno coltivato, si sono introdotte le cicale, insetti letali per la vite. Mentre nel primo ettaro, in cui venivano diffusi brani di Mozart, le cicale non si sono riprodotte, nell’altro ettaro – senza musica – gli insetti hanno prosperato. Insomma, grazie a Mozart, le piante si erano create da sole delle difese “anti-cicale”. Lo stesso metodo è usato nelle vigne francesi, mentre in Cina, Giappone e Corea la musica classica stimola la crescita del riso.

Repertorio classico per gli ortaggi

La musica, le piante possono anche comporla. Sinfonie che si catturano tramite lo smartphone, grazie alla speciale app sviluppata da alcuni giovani ricercatori pugliesi. Per mezzo di due sensori posizionati sulle foglie o sul tronco dell’albero, la app rileva gli impulsi elettrici emessi dalla pianta convertendoli in note. Una successione polifonica che può giungere fino a cinque note in contemporanea. Dell’influenza della musica classica sulle coltivazioni, se ne sono accorti in Abruzzo, dove in un’azienda agricola gli ortaggi crescono al ritmo dei più noti concerti sinfonici. Ed è stata l’università americana del Wisconsin a dimostrare che la produzione del latte aumenta del 7,5% se le mucche nelle loro stalle ascoltano Mozart.

E a noi che effetto fa?…ascoltiamo….