La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo
Giugno 30, 2019
“LA SOGLIA DEL RISPETTO FONDAMENTALE DELLA VITA UMANA È VIOLATA OGGI IN MODI BRUTALI”
Luglio 14, 2019

MUSICA PER RIFLETTERE…NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA (R. Zero)

Senti quella pelle ruvida
Un gran freddo dentro l’anima
Fa fatica anche una lacrima a scendere giù
Troppe attese dietro l’angolo
Gioie che non ti appartengono
Questo tempo inconciliabile gioca contro di te

Ecco come si finisce poi
Inchiodati a una finestra noi
Spettatori malinconici di felicità impossibili
Tanti viaggi rimandati e giù
Valigie vuote da un’eternità
Quel dolore che non sai cos’è
Solo lui non ti abbandonerà… mai, oh mai

È un rifugio quel malessere
Troppa fretta in quel tuo crescere
Non si fanno più miracoli
Adesso non più

Non dar retta a quelle bambole
Non toccare quelle pillole
Quella suora ha un bel carattere
Ci sa fare con le anime

Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
L’energia, l’allegria per strapparti ancora sorrisi
Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare
Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
Nasconderti le nuove, quell’inverno che ti fa male
Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi

Nei giardini che nessuno sa si respira l’inutilità
C’è rispetto grande pulizia, è quasi follia
Non sai com’è bello stringerti
Ritrovarsi qui a difenderti
E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti
Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua
Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie

Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere
Esili, fragili non negargli un po’ del tuo amore
Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso al quel cielo
Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro

Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte
Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte
Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo
Dimentica, c’è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi

“Nei giardini che nessuno sa” è uno dei brani più belli della musica italiana e che potremmo definire una poesia in musica . Scritta da Renato Zero all’anagrafe Fiacchini, in collaborazione con Danilo Riccardi. La canzone fa parte del disco “L’imperfetto” del 1994. Con oltre 350 mila copie è sicuramente una tra le perle di tutta la sua discografia di questo artista.

Il testo rappresenta quella indifferenza che spesso gli uomini riservano a tutte quelle persone che nella vita sono state sfortunate e cioè i disabili, chi è costretto a lottare con una grave malattia, chi combatte con la depressione, chi non è in grado di vivere autonomamente, chi soffre di disturbi mentali, chi è nella fase conclusiva della sua vita e si trova solo, da un momento all’altro, a lottare con le difficoltà della vecchiaia, o semplicemente di chi si trova a soffrire. Zero, nel brano, si rivolge alle persone normali mettendosi anche lui fra questi che definisce “inabili” quando non riescono a lenire le sofferenze di queste vite e quando non capiscono l’importanza dei piccoli gesti d’affetto e di comprensione. L’autore spinge la nostra umanità a non dimenticare, per i proprio comodi, le persone che soffrono; a non far mancare il proprio appoggio ed il proprio sostegno fisico e morale. È un accorato appello verso tutta quella gente distratta che finge, per quieto vivere, di non sapere che nel mondo esistono anche queste realtà sfortunate che cercano una mano amica per non smettere di credere in un futuro o per finire con dignità i propri giorni. In questi “giardini che nessuno sa” riecheggiano forti i silenzi strazianti che rompono il muro della fratellanza e della compassione, giardini che Zero intende metaforicamente come ritrovo di queste persone e che possono essere intesi anche come i luoghi della sofferenza come ospedali, ospizi, centri di igiene mentale, etc….

Nel brano si parla di chi attende la morte con rassegnazione ma l’autore invoca l’attenzione della gente anche verso chi non ha più speranze per il futuro affinché almeno il presente possa assumere una dimensione dignitosa. Un brano eccezionale da ascoltare e riascoltare fino a quando non si ottiene la consapevolezza di aver assimilato questo intenso e profondo messaggio che Renato Zero con la sua grande sensibilità artistica ci propone. Un artista, Zero, che non ha mai dimenticato gli ultimi del mondo e “Nei giardini che nessuno sa” è solo l’ennesima riprova della grandezza umana e morale oltre che artistica di questo poeta dei giorni nostri.