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SIAMO IMPASTATI DI PAURA

Un bellissimo articolo di Marco Guzzi un “filosofo poeta”, come lui si definisce, e l’ideatore dei Gruppi darsi pace (per saperne di più: http://www.darsipace.it/)

Nel nostro ordinario stato di coscienza
noi esseri umani siamo impastati di paura,
e ordinaria-mente questa paura la neghiamo,
la rimuoviamo, ci costruiamo sopra una bella crosta
di cemento armato, detta maschera sociale.
Il primo passo di ogni lavoro interiore perciò
consiste nel riconoscere questi strati di paura,
nel lasciarli emergere, nell’ascoltarli, giorno dopo giorno,
e ogni giorno:
paura di fare brutta figura, di essere sconfitti o aggrediti;
paura di essere scoperti, smascherati;
paura della nostra violenza, della nostra distruttività,
paura di essere invece distrutti, di soffrire, di morire,
paura dell’annientamento.
Le paura in realtà sono stratificate ad almeno 3 livelli:
ci sono quelle che derivano dalla nostra maschera,
quelle che fioriscono dalle nostre zone più oscure,
e quelle abissali
che precipitano tutte nella paura della distruzione totale
del nostro essere e di ogni sensatezza.
E’ proprio lì, in quel abisso, che il praticante
può iniziare a rilassarsi, a cedere, a non rifiutare
proprio ciò che più teme, e a sperimentare
che questa specie di collasso di tutte le nostre difese
non solo non ci distrugge affatto, ma ci dona
un inverosimile senso di sicurezza.
Da lì, fratello, e solo da lì in verità,
possiamo ricominciare,
con sempre meno paura, e sempre maggiore fiducia:
allora una Voce più profonda dell’abisso e della morte
ti dice:
Non avere paura, qui non c’è proprio nessun motivo
per temere.
Qui tu sei per sempre
e da sempre
al sicuro.
E le tue cellule del corpo ritornano a fiorire,
mentre tu impari, quasi balbettando, ad amare.